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Inviato da CyberMix
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domenica 25 dicembre 2005 |
Quando venne annuciata la versione 3 di Traktor Dj Studio la prima esclamazione fu: finalmente!!! Era passato troppo tempo dal lancio delle verisone 2.x nonostante la versione 2.5 avesse introdotto già interessanti innovazioni. Quando sono state rivelate le nuove caratteristiche di Traktor Dj Studio 3 la reazione fu in parte buona in parte no.
Infatti, era stata richiesta l'introduzione di un solo terzo deck, ma sarebe bastato un sampler, quindi l'introduzione dei 4 decks erano molto soddisfacente. L'introduzione di nuovi effetti integrati era interessante. L'introduzione dell'equalizzazione a 4 bande Allen & Heath (da alternare con quella del Pioneer DJM600, Ecler Nuo 4 e dei quello progettato in casa Native-Instruments) era davvero di grandissimo rilievo. Quello che mancava era invece quella che più di ogni altra cosa era stata richiesta dagli utenti, l'integrazione con Reason ed i moduli vst.
Passati i due mesi di attesa eccoci a provare "su strada" Traktor Dj Studio 3.
Chi come me ha potuto acquistare solo l'aggiornamento ha avuto la gradita sorpresa di poter tener separate le versioni 2.6.2 e la versione 3.0 senza limitazioni di tempo e di uso. La scatola contiene il cd con il software, il manuale in inglese e la cartolina con il codice del software. L'installazione procede come qualsiasi altro software ed è andata in porto senza intoppi. Dalla versione 2.5 Traktor richiede il collegamento con il sito della Native-Instruents per lo sblocco del software che in altri casi cesserebbe di funzionare dopo 30 giorni. La procedura di sblocco ha funzionato alla perfezione.
Nei giorni precedenti al rilascio del software la Native-Instruments aveva segnalato che doveva essere fatta una copia delle stripes (gli mp3 vengono analizzati una sola volta da Traktor che salva su disco le "stripes" dello spettro della canzone) che dovevano essere indicati come posizione al primo avvio di Traktor, così come le playlist.
Al primo avvio Traktor si è avviata questa "conversione" che è riuscita senza problemi.
Eccoci davanti allo schermo che propone l'imponente consolle di Traktor Dj Studio 3: posso dire che è esattamente identica rispetto allo screenshot che era stato pubblicato a settembre salvo la questione crossover che non risulta assegnabile, anzi le ultime prove mi hanno rivelato che è "accoppiato" in pratica fa da crossover tra i decks A e C con i decks B e D, ma questo non ho ancora approfondito se sia un bug o una decisione dei programmatori. Il primo impulso di un nuovo utente è quello di provare il software: da utente esperto posso dire che prima bisogna occuparsi di configurare almeno i tasti base della tastiera per controllare almeno due decks. Per chi come me ha la fortuna di avere due controller come la tastiera Novation Remote 25 e l'Evolution uc-16 la cosa difficile è scegliere la disposizione più ergonomica per gestire al meglio almeno 3 decks, ma c'entra molto anche i gusti personali. Tanto che per adesso ho scelto di assegnare agli otto sliders della Remote 25 ai controlli di tono a quattro bande di due decks confinando i faders di volume dei 4 decks ai potenziometri della UC-16. Il miglior consiglio che posso dare per chi non ha un controller, ma usa la tastiera del pc è assegnare i controlli dandogli l'attributo "focus" e scegliere 4 tasti per passare il focus da un deck all'altro. Vedrete che in poco tempo controllerete i 4 decks senza difficoltà. Pur avendo un controller midi sto preparando una mia idea di configurazione per tastiera pc che penso di pubblicare sul forum i primi di gennaio. Il capitolo "menu di configurazione" richiederebbe da solo un articolo. Mi limito a dire che Traktor normalmente rileva la scheda audio disponibile, poi andranno scelti i canali da assegnare a master e preascolto.
La possibilità di configurare la consolle è davvero notevole ed ugnuno troverà più utile avere sottomano un modulo piuttosto che un altro. Fatto questo bisogna decidere se avere due o quattro decks: che domande, 4 ovviamente!
Il primo esperimento l'ho eseguito senza collegare il controller midi, usando quindi la tastiera del mio portatile: mandiamo a tempo 4 canzoni contemporaneamente. Parte il primo deck, parte il secondo, tasto sync e tutto va, faccio partire il terzo..... e non va in sync..... andiamo a guardare cosa dice il manuale.
Di default i 4 decks lavorano accoppiati quindi se io premo il tasto sync sul deck A questi si sincronizzerà con il deck B e così il C con il D. Solo premendo il tasto "master" ad esempio sul deck A gli altri 3 (configurati come "slave") seguiranno il tempo di questo. In questo caso quando si cambierà il tempo al deck A anche gli altri si adegueranno. Lo stesso effetto si avrà se si imposterà un tempo master generale e al variare di questo i 4 decks lo seguiranno. Badate bene questa non è una funzione di autosync, ma solo di sicronizzazione di bpm. Presi gli accorgimenti necessari i 4 pezzi vanno in sync insieme che è una meraviglia. Da buon dj ex-vinile il tasto sync si preme una sola volta, poi gli aggiustamenti si fanno sui pitch bend dei singoli decks..... Le interfacce delle due coppie di decks può essere ampliata o ridotta con un doppio click del mouse. Una delle cose che mi aveva infastidito delle versioni 2.x era la curva logaritmica del volume dei faders. Insomma due terzi dei cursori non servivano a niente. La curva di questi cursori mi sembra più lineare e si sposa meglio con passaggi più fluidi.
Capitolo equalizzazione
Avere 4 modelli diversi di equalizzazione non si era mai visto in un software per mixare, è un pò come avere 4 mixer diversi a disposizione, il sogno di ogni dj. Io mi sono concentrato sul tanto atteso modello a 4 bande sviluppato in collaborazione con Allen & Heath. Devo dire è un tipo di equalizzazione che richiede molta pratica per comprendere bene le sfumature e che forse si sposa meglio per un utilizzo da studio piuttosto che per esibizioni live, ma di sicuro è di una qualità davvero impressionante. L'introduzione del controllo del bilanciamento su ogni deck è un particolare da veri intenditori.
Per quanto riguarda la funzione di cueing è stata introdotta la possibilità di dare i nomi a 6 punti di cue per facilitare la ricerca dei punti di cue salvati in precedenza. Il sistema di loop, già molto efficiente è rimasto pressoché inalterato.
Quanto ad effetti integrati non sono espertissimo, ma devo dire che almeno 4 dei 6 effetti presenti, mi riferisco a delay, flanger, reverb e beatmasher. Meno convincenti mi sono sembrati il filter T2 e filter:92.
Nonostante qualche utente abbia trovato problemi anche solo ad avviare il programma ed alcuni bugs rilevati (molti già risolti con l'aggiornamento 3.0.1 rilasciato dopo pochi giorni dall'uscita) devo dire che il software mi è sembrato sostanzialmente stabile (durante questi primi giorni di prova non è mai andato in crash).
Traktor Dj Studio continuerà a dare fiato sia ai suoi estimatori che ai suoi detrattori. Traktor si conferma software dal trattamento del suono eccezionale e dalle mille funzioni che lo rendono unico, ma allo stesso tempo questo lo rende non di immediato utilizzo. Il naturale confronto con Virtual Dj lo mostra chiaramente. Con Virtual Dj usando la Hercules Dj Consolle si può suonare senza problemi, con Traktor 2 Kontrol DJ non bastano.... ma il risultato finale secondo me non è in alcun modo comparabile.
D'altra parte ci sono 100 euro di differenza (Traktor 3 costa 249 euro, Virtual Dj 3.2 149 euro), e con 99 euro si può acquistare la Hercules mp3 con una versione ridotta di Virtual Dj.
Un ultima considerazione. In questi giorni di prove mi fanno fare un'affermazione che sembrerà paradossale. L'ulteriore incremento di funzioni secondo me lo rende ancor di più un software proiettato per performance live più che per registrazioni in studio. Questo perché continuo a pensare un dj come persona in grado di creare "performance sonore" in grado di coinvolgere il pubblico. Rimane sul tavolo la questione dell'assenza di un controller in grado di gestire il tutto, ma anche Ableton Live ha simili problemi tanto che un dj di fama mondiale come Sasha ha pensato bene di autocostruirsi la propria consolle.
Concludendo posso dire che la Native-Instruments ha realizzato un software davvero notevole per il djing avanzato che permette performance originali nel rispetto di una qualità sonora ai massimi livelli. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 20 gennaio 2006 )
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